Torna, sta cas’ aspett a te!

 

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È passato qualche giorno ormai e, anche se si stenta a crederlo, la notizia pare definitivamente confermata: l’archivio storico della canzone napoletana (l’immenso database composto da spartiti, foto, video e oltre 40.000 canzoni) dalla sede Rai di Fuorigrotta passa alla Mediateca di Milano.

Ma di chi è la responsabilità di tale scempio? Dalla sede napoletana della tv di Stato spiegano che prima di smantellare la sala di Fuorigrotta c’era stato un accordo con il Comune che si sarebbe fatto carico dell’archivio, il tutto bloccato dalle procedure burocratiche all’interno delle quali si sarebbe impantanato il progetto di trasferimento. Da parte sua il comune invece nega i problemi  burocratici e si dice pronto fin da subito ad avviare il progetto e trasferire l’archivio presso la casina pompeiana all’interno della villa comunale.

La vicenda è  sintomatica di ciò che noi Giovani Democratici denunciamo da anni: un totale abbandono e disinteresse nei confronti della canzone classica napoletana da parte delle istituzioni della nostra città e dalla popolazione stessa. Troppo spesso dimentichiamo che prima d’essere forma artistica la classica napoletana è  matrice identitaria comune della nostra cultura, è dunque paradossale che tale notizia sia passata in sordina. Limitarsi alla critica è però esercizio poco utile, bisogna dunque tentare di essere propositivi e ciò di cui necessita la nostra città è un ente che si faccia carico della tutela, della conservazione e dello sviluppo del patrimonio musicale napoletano e soprattutto che si indigni dinanzi a eventi di tal specie, dato che pare non abbiamo più nemmeno la voglia di indignarci.

Al danno poi si aggiunge anche la beffa, lo slogan che ha accompagnato il trasferimento dell’archivio infatti così recita: “Le canzoni classiche napoletane sotto la madunina”. A cui noi, da buoni napoletani, non possiamo che rispondere: “Torna, ‘sta casa aspetta a te!”.

 

Giuseppe Cozzolino

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